Festa della Donna Storia | Angelica Ninfea Eventi

Festa della Donna Storia

L’idea di dedicare una Giornata alla Donna, che per praticità chiamiamo tutti Festa della Donna e che in tutto il mondo cade il giorno 8 marzo, nasce nel febbraio del 1909 negli Stati Uniti, su iniziativa del Partito socialista americano al fine di garantire alle donne pari diritti e dignità rispetto agli uomini. In principio ogni Nazione aveva scelto una propria data per la celebrazione del “gentil sesso”. Questo fino al 1921, anno della Seconda conferenza delle donne comuniste, nel corso della quale venne proposta e approvata un’unica data per le celebrazioni, in ricordo della manifestazione contro lo zarismo delle donne di San Pietroburgo. clicca sulla foto vai alla gallery dedicata alla Festa della Donna

 

festa della donna storia

festa della donna storia

 

come nasce la festa della donna

come nasce la festa della donna

Come nasce la festa della donna

A questa verità storica si contrappongono alcune “leggende”, una fra tutte narra che la Festa della Donna sia dedicata alle operaie statunitensi che nel 1857 furono chiuse dal titolare nella fabbrica di camicie dove lavoravano affinché non partecipassero ad uno sciopero. Divampò, però, un incendio che le uccise. In molte altre Nazioni si narra di un incendio in fabbrica avvenuto l’8 marzo dove sarebbero perite le operaie ma l’anno della presunta strage è sempre differente così come il numero delle vittime. Secondo alcuni storici l’episodio tragico, perché più simbolico, avrebbe avuto un impatto maggiore rispetto al mero fatto politico del 1921 perciò si è lavorato per la sua diffusione e trasmissione. La dimostrazione è che ancora oggi molti sono convinti che questo o quell’incendio siano realmente accaduti. Leggenda o verità, in ogni caso molte donne demonizzano questa “festa” perché col tempo ha assunto il solo volto di una giornata nella quale le donne si “possono permettere di fare tutto” e in particolare uscire da sole (!) a fare baldoria con le amiche. Non per niente l’8 marzo spesso fa rima con spettacolo di strip maschile: trasgressione per un giorno solo, una sorta di sfogo del “cane tenuto sempre a catena”. Questa interpretazione maschile della Festa della Donna è derivante da un retaggio culturale che mette al centro della coppia e della famiglia l’uomo il quale, come una sorta di feudatario, “concede” libertà alla donna per un lasso di tempo breve (la festa, appunto). Io invece guardo l’altra faccia della medaglia soffermandomi esclusivamente sulla motivazione di istituire una Giornata Internazionale della Donna: commemorare la lotta delle donne che agli inizi del ‘900 hanno chiesto di essere trattate al pari degli uomini. Passi in avanti ne sono stati fatti sicuramente ma non è stato ancora compiuto l’intero cammino. Ancora oggi le donne sono considerate inferiori agli uomini. Le statistiche parlano chiaro: sul lavoro, a parità di mansioni, un uomo percepisce uno stipendio maggiore rispetto alla donna. Perché? Ricercare la risposta a questa assurdità e adoperarsi per la costruzione di un reale clima di equità è un lavoro giornaliero; dedicare anche una giornata che celebra questo lavoro, gli conferisce ulteriore importanza e lustro.

I commenti sono chiusi